Con l’introduzione dei dazi americani sui prodotti europei, tra cui il vino, il settore vitivinicolo toscano sta attraversando un periodo di grande preoccupazione. Le dichiarazioni di Andrea Rossi, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, riflettono l’incertezza che ha travolto molti produttori: “Adesso che i dazi sono realtà, è fondamentale valutare con razionalità i reali impatti che subiranno i nostri prodotti”. Sebbene la minaccia iniziale di tariffe al 200% sia stata scongiurata, l’introduzione di dazi al 20% sui vini europei rappresenta una sfida significativa per il settore.
Il Vino Nobile di Montepulciano, che esporta circa il 35% della sua produzione di 10 milioni di bottiglie annuali negli Stati Uniti, rischia di subire un duro colpo. Rossi, in una lettera indirizzata ai Ministri italiani (Lollobrigida, Tajani e Urso), ha chiesto un’attenzione urgente alla situazione, sottolineando come questi dazi minacciano non solo l’economia toscana, ma anche l’intero settore vitivinicolo nazionale.
Le Opportunità nel Mercosur e la Necessità di Nuove Strategie
Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, ha lanciato un appello alla diversificazione delle esportazioni italiane. “Siamo sempre più convinti che sia necessario avviare un dialogo costruttivo con le controparti americane per tutelare il nostro settore”, ha dichiarato, enfatizzando l’importanza di accelerare la ratifica dell’accordo di libero scambio con il Mercosur. Per Busi, il Sud America rappresenta una vera opportunità di crescita. I mercati di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay potrebbero offrire nuove prospettive per il vino toscano e italiano, sostenendo le esportazioni in un momento di incertezze politiche ed economiche legate ai dazi.
Allo stesso tempo, l’Asia, con Paesi come la Cina, il Giappone e il Vietnam, sta emergendo come un mercato sempre più interessante per i produttori italiani. La crescente domanda di prodotti premium, tra cui il vino, offre occasioni significative di espansione. Anche l’Africa e l’India, dove il consumo di vino sta lentamente crescendo, sono aree su cui il Consorzio Vino Chianti intende puntare per diversificare ulteriormente i mercati di sbocco.
Un Appello alle Istituzioni Europee
Le dichiarazioni di Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, si allineano a quelle di Rossi e Busi, sottolineando che l’introduzione dei dazi americani sul vino italiano rischia di danneggiare irrimediabilmente il settore, che trova negli Stati Uniti il suo principale mercato di riferimento. “L’annuncio dei dazi americani al 20% su tutte le produzioni europee, vini compresi, andrà inevitabilmente a colpire duramente anche la nostra denominazione”, ha commentato Bindocci, evidenziando come questa guerra commerciale possa danneggiare non solo i produttori, ma anche l’economia globale.
Tuttavia, la risposta del settore non si limita alla rassegnazione. Invece, c’è una forte spinta verso la ricerca di nuovi mercati e a una politica di rafforzamento della presenza commerciale in altre regioni. “Dobbiamo investire in Asia e iniziare a promuoverci in Africa e India per diversificare le nostre esportazioni e ridurre la dipendenza dagli USA”, ha aggiunto Busi, mettendo in evidenza come la crescita in mercati emergenti possa rappresentare un’opportunità concreta per il futuro del vino toscano.